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14
Marzo
2013

Convegno itinerante sul Sovraindebitamento

Convegno itinerante sul Sovraindebitamento
di Domenico Chiofalo notaio, presidente dell’Associazione sindacale dei notai della Lombardia

Da quando ho iniziato la mia avventura come presidente dell'Associazione sindacale dei notai della Lombardia mi sono prefissato, fra gli altri, due obiettivi di natura strutturale e organizzativa:

  1. facilitare il ricambio generazionale, coinvolgendo, insieme ai notai più esperti del sindacato, tanti giovani colleghi che avessero manifestato la loro disponibilità e il loro entusiasmo;
  2. rinsaldare il collegamento territoriale tra tutti i colleghi della Lombardia.

E' fondamentale, a mio avviso, che il sindacato si sforzi di ascoltare maggiormente le istanze delle varie realtà territoriali e di comunicare con queste realtà anche in considerazione della sempre maggiore contiguità professionale legata alle nuove norme sulla facoltà di rogito.

Sarebbe importante riuscire a far sentire il maggior numero di colleghi della Lombardia parte di un gruppo più ampio in cui ci potranno essere esigenze diverse ma in cui si parla e ci si confronta per trovare insieme un modello di notariato da poter proporre, con forza, a tutta la categoria e all'esterno.

E' necessario favorire in ogni modo la partecipazione dei colleghi che devono sapere di avere, oltre ai loro Consigli notarili, già oberati da mille attività, un solido punto di riferimento nel Sindacato per portare idee nuove e contribuire ad una politica attiva della categoria.

Da qui è nata l'idea di un Convegno itinerante le cui tappe sono le seguenti:
Como 11 ottobre (per i notai dei Distretti di Como, Lecco e Sondrio)
Brescia 30 ottobre
Cremona 28 novembre (per i colleghi dei Distretti di Cremona, Pavia e Mantova)
Bergamo 30 novembre
Milano 10 dicembre (per i colleghi dei Distretti di Milano, Busto Arsizio, Lodi, Monza e Varese).

A questo punto occorreva trovare il tema e, inconsapevolmente, Alessandra Mascellaro ha ispirato il tema del Convegno. Avevo già letto e salvato nel  pc qualche articolo di giornale sul tema del sovraindebitamento e poi un giorno ho scoperto che ne stava scrivendo uno lei, proprio per Federnotizie. Così ne abbiamo parlato e abbiamo ritenuto che fosse l’argomento giusto: nuovo, propositivo e che dà al notariato una nuova opportunità di aggiornare e valorizzare il proprio ruolo in un nuovo ambito (così com’era già accaduto con la mediazione). Abbiamo pensato che il notariato non possa, soprattutto in questo momento storico, lasciarsi sfuggire questa occasione e debba farsi trovare pronto a raccogliere la sfida lanciata dal legislatore; ma questo richiede un nuovo approccio e un diverso modo di lavorare, rispetto a quello cui siamo abituati, che esige un grande sforzo culturale e di approfondimento. Per troppo tempo ci siamo adagiati su un’attività nella quale, ormai, possiamo muoverci a occhi chiusi e, forse, in tanti si sono impigriti e hanno perso la voglia di crescere. E’ arrivato il momento di invertire questo atteggiamento.

Ovviamente, per la (speriamo) riuscita dell’iniziativa dovevamo creare un format e così abbiamo individuato un gruppo di “relatori in tour” formato dal moderatore, da un professore, un avvocato commercialista, un notaio e, di volta in volta, un magistrato del tribunale della sede presso cui si svolgerà l’incontro designato dal presidente del tribunale.

Un primo risultato è stato già ottenuto e tanti colleghi di varie zone d'Italia hanno manifestato interesse per questa idea e noi saremo ben contenti di condividerla con le altre Associazioni sindacali regionali, in primis, e con chiunque altro ritenga necessario dare nuovi stimoli alla categoria.

In sintesi
di Alessandra Mascellaro, notaio

“Composizione della crisi da sovraindebitamento. Via di fuga per consumatori, professionisti e piccoli imprenditori?” è il titolo del convegno itinerante promosso dall’Associazione sindacale dei notai della Lombardia, titolo che intende sollecitare l’attenzione sul contenuto di una legge (n. 3/2012) da cogliere come una opportunità per le professioni e come una facilitazione per il cittadino.

L’impianto attuale delle norme è frutto di un iter legislativo tormentato. Il dibattito sulla necessità di introdurre nel nostro ordinamento una procedura di regolazione dell'insolvenza civile, che si era intensificato negli ultimi anni in ragione del progressivo indebitamento dei soggetti privati e delle famiglie, è alla fine sfociato nella introduzione della procedura di composizione della crisi da sovraindebitamento (attualmente disciplinata dalla Legge 3/2012, in corso di modifica in forza del D.L. 4 ottobre 2012, non ancora pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica). Il provvedimento legislativo in oggetto ha il merito di porre il nostro paese in linea con gli altri stati membri dell’Unione Europea, che già da molto tempo sono provvisti di strumenti e procedimenti esdebitatori sia per i consumatori che per le piccole imprese.
La composizione delle crisi da sovraindebitamento viene definita come una procedura (assimilabile al concordato) che consiste nella conclusione di un accordo tra debitore e creditori il cui scopo è quello di porre rimedio alle situazioni di sovraindebitamento non soggette né assoggettabili alle vigenti procedure concorsuali. Con il termine sovraindebitamento si intende quella situazione patologica che viene determinata dall’impossibilità non temporanea di adempiere regolarmente alle obbligazioni assunte attraverso il ricorso ai redditi, ai beni mobili e immobili di proprietà.

La nuova procedura di composizione della crisi da sovraindebitamento si applica attualmente all’insieme di soggetti non destinatari delle tradizionali procedure concorsuali, accomunando soggetti tradizionalmente molto eterogenei per struttura e caratteristiche: l’imprenditore commerciale “sottosoglia”, il debitore civile e il professionista (non qualificabile propriamente né come imprenditore non fallibile, né come consumatore). E’ però solo con il D.L. 4 ottobre 2012 che viene definitivamente chiarito che la procedura si estende anche ai consumatori.

Il principio della responsabilità patrimoniale di cui all’art 2740 c.c. prevede che il debitore risponda dell'adempimento delle proprie obbligazioni con tutti i propri beni, presenti e futuri.  L'imprenditore commerciale insolvente invece ha sempre avuto la possibilità di liberarsi delle obbligazioni non soddisfatte mediante una proposta di concordato preventivo o in caso di intervenuto fallimento di concordato fallimentare, o comunque di accedere, se imprenditore individuale, all’istituto dell'esdebitazione (ex artt. 142 e ss. Legge Fallimentare).
La responsabilità patrimoniale potenzialmente perpetua del debitore civile, in considerazione della possibilità dei creditori di soddisfarsi anche sui beni e crediti futuri del debitore, comporta invece il rischio, socialmente molto sentito nell’attuale periodo di crisi, che le persone fisiche si trovino costrette a convivere per gran parte della loro esistenza con il peso dell’indebitamento.

Una annotazione di non scarso rilievo: la legge 3/2012 attribuisce ai professionisti (notai, avvocati e commercialisti) in via transitoria – e fino all’iscrizione in apposito registro degli organismi di composizione della crisi – la funzione di “compositori della crisi” che coadiuvano il debitore nel trovare un accordo con i creditori al fine della risoluzione della crisi da sovraindebitamento; il D.L. in corso di pubblicazione elimina la transitorietà e attribuisce in via definitiva questa funzione a notai, avvocati e commercialisti, con competenza concorrente a quella degli organismi di composizione della crisi.

Le prime ricostruzioni dottrinali riconoscono agli organismi di composizione della crisi (e quindi al professionista) il perseguimento di un interesse generale costituito dalla risoluzione della situazione di sovraindebitamento a beneficio dell’intera collettività.  I poteri attribuiti all’organismo costituiscono un ibrido fra le attribuzioni inerenti la sfera pubblica e quella privata poichè le relative funzioni spaziano dall’assunzione di ogni iniziativa funzionale alla predisposizione del piano di ristrutturazione, al raggiungimento dell’accordo, alla collaborazione con giudice - debitore - creditori, fino alla verifica della veridicità dei dati contenuti nella proposta e nei documenti allegati, all’attestazione di fattibilità del piano, all’esecuzione della pubblicità della proposta e dell’accordo al competente ufficio del registro delle imprese e (ai sensi del D.L. 4 ottobre 2012) anche all’Agenzia del Territorio.

Il tema è quindi di grande attualità non solo perché riafferma la fiducia del legislatore nelle tradizionali professioni ordinistiche, ma anche perché offre al notariato una prospettiva e una nuova funzione, ancorchè in via non esclusiva. Questa può essere la nuova sfida che la categoria può raccogliere e vincere con la professionalità e la specializzazione che da sempre ne è connotato essenziale.

Tratto da: Federnotizie, n. 6, novembre 2012, pag. 60 ss. http://www.federnotizie.org Scritto da: Alessandra Mascellaro, Domenico Chiofalo Visite: 3356

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